Benedetta Barzini, ex modella 75enne, fu la prima modella italiana a finire sulla copertina di Vogue. Benedetta, una femminista convinta, ha sempre vissuto la sua vita contro gli stereotipi femminili.

In un’intervista rilasciata al quotidiano Libero, l’ex modella, giornalista e insegnante, si è lasciata andare a duro sfogo contro il ruolo della donna e il mondo di oggi.

Se il sistema ti dice che devi stirati la faccia, vai a stirarti la faccia. Perché la tua funzione atavica è di piacere all’uomo. Punto. Siamo asservite. Dietro queste settantenni rifatte e in minigonna c’ è la disperazione, la miseria intellettuale e la fragilità.

Il suo impegno nel movimento femminista è iniziato negli anni Settanta e ancora oggi la Barzini sostiene che quello in cui viviamo non è certo un mondo per donne.

Nella sua ultima intervista rilasciata a Vanity Fair la donna ha affermato:

Invecchiare significa accettare di avere l’età che si ha, non far finta di averne 20 di meno. Sono orgogliosa della mia vita. Mi piace il fatto che non assomiglio a quello che forse sarei dovuta diventare secondo alcuni e che non ho fatto soldi facendo la modella, pur lavorando con i grandi fotografi.

Mi sono salvata dal guadagnare per le mie sembianze, che non è un merito. E sono autodidatta: mi sono messa a studiare Sociologia, Antropologia, Storia e ho insegnato per tanti anni.

Secondo la Barzini l’unica libertà che le donne hanno è farsi le domande, chiedere perché. Dal #Metoo, il movimento femminista che verte contro le molestie e le violenze contro le donne, Benedetta vuole qualcosa di più.

Voglio che riesca a dire qualcosa di più. Come che le donne non contano. Che in tutti i giornali di moda vedo geishe, donne con le labbra semiaperte che si fanno belle per essere “come tu mi vuoi”. E con “tu” intendo la  società e il maschio. Questo problema non viene affrontato.

Le donne non hanno un cognome, perché il cognome della madre è quello del nonno. Non c’è un lignaggio genealogico femminile. Le donne non capiscono che la nostra assenza significa la nostra insignificanza. È una metà dell’umanità che non deve avere voce, ma non se ne parla mai.

Secondo la modella, infatti, la donna vive in un un sistema che vuole tenerla sotto il proprio coperchio perché, se si preoccupa di cose insignificanti come “rifarsi”, non ha tempo di pensare al mondo o ai fatti sociali. Tu che ne pensi delle sue affermazioni?

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via Fabiosa