Connor Jayne è uno dei tanti bambini americani che crescono soli con la mamma. Una brava mamma che gli offre tutto quanto necessario, compresa un’educazione equilibrata e un bravo cane, un giovane dobermann che hanno chiamato Copper (Rame) perché il suo mantello nero, quando è colpito dai raggi del sole al tramonto, presenta delle splendide sfumatura color rame.

E Copper diventa subito il miglior amico di Connor.

Verso il settimo anno di età, in seguito a un evento sul quale la mamma mantiene un giustificato riserbo, il bambino comincia ad avere manifestazioni di grave ansia, con tremori, sudorazione, iperattività e mal di testa.

Il destino, come talvolta capita nella vita, presenta a Connor e alla famiglia un conto inaspettato, improvviso e salato. Al bambino viene diagnosticato un grave disturbo da stress post-traumatico. La mamma aveva deciso di prendere Copper, un po’ per la guardia, ma soprattutto per tenere compagnia a Connor e su questo non si sbagliava. Ma Copper diventerà molto di più.

Vari specialisti visitano Connor cercando di diagnosticare con maggiore precisione quella stanchezza, i dolori muscolari, i terrori notturni e i disturbi comportamentali del piccolo. Nonostante numerosi test, cambiamenti dietetici e trattamenti con diversi farmaci, i progressi sono scarsi.

Una sera, Copper si mette ad abbaiare insistentemente alla porta della camera dove dorme Jennifer, la mamma di Connor. «Era impossibile – afferma lei – non capire che il cane voleva assolutamente che andassi a vedere cosa succedeva nella stanza del bambino. Entrai e lo vidi in preda a un chiaro attacco convulsivo. Connor aveva 8 anni e ci mancava solo quello per terrorizzarmi ulteriormente».

Fino a quel momento, le convulsioni notturne non erano state diagnosticate ed è grazie a Copper che, installata una piccola telecamera nella stanza, Jennifer può mostrare il filmato ai medici. Finalmente qualche farmaco più specifico comincia a rendere la vita più sopportabile a Connor e alla mamma, ma quello che vedono filmato ha dell’incredibile. Quando si avvicina un attacco convulsivo, Copper, in qualche modo, se ne accorge e spinge il suo corpo contro quello del bambino, ottenendo un effetto calmante. Copper non è più un cane da compagnia ma diventa un cane «terapeutico».

Purtroppo il destino batte una seconda volta alla porta dei Jayne. E questa volta tocca proprio a Copper che comincia ad avere, nonostante la giovane età, problemi di deambulazione. Portato dal veterinario, il sospetto è una sindrome di Wobbler, malattia che colpisce la colonna vertebrale dei cani di grossa taglia e che necessita, per essere diagnosticata, con precisione di esami piuttosto sofisticati e costosi, tra cui la Tac e la Risonanza Magnetica.

«Quando abbiamo scoperto quanto costava l’iter diagnostico e l’eventuale chirurgia seguente, ci siamo resi conto che non avevamo quei soldi», ha detto Jayne a People.

Connor non si perde d’animo e, davanti alla sua casa di Fairport (New York), improvvisa un mercatino dove mette in vendita tutti i suoi giocattoli. Il costo dei primi esami si aggira sui 3000 dollari. La stampa locale diffonde la notizia e il resto lo fa Mr. Facebook. In pochi giorni, arrivano a casa Jayne 17.000 dollari.

«Siamo ancora scioccati dal supporto travolgente ottenuto» ha detto Jennifer. Connor continua però a vendere i suoi giocattoli, perché ha deciso che i soldi che avanzeranno, saranno devoluti ai cani che ne hanno bisogno. Quelli con la sindrome di Wobbler.

via Il Giornale