E’ stata la musica, fin dalla sua tenera età, a farle superare ogni barriera per tagliare i traguardi che erano nei suo sogni: cantare in pubblico; partecipare e vincere gare canore; conoscere Iulian, l’uomo della sua vita, e cantare persino al suo matrimonio. E’ un giorno speciale, il 1° luglio, per Daniela Rizzuto, 41enne di Loano (Savona), affetta da atrofia muscolare spinale (Sma) dalla nascita e costretta su una sedia a rotelle.

“Il canto è stato la chiave di volta della mia vita – confessa a Tgcom24 a poche ore dal ‘Sì’; – mi ha permesso di raggiungere tanti obiettivi e anche di incontrare mio marito e sposarmi: nelle situazioni come la mia serve coraggio, ma soprattutto tanto amore. L’amore è la medicina migliore”.

La musica le permette di condurre una vita il più normale possibile e le ha portato anche l’amore della sua vita. Come ha scoperto la passione per il canto?

“Durante le ore di musica alla scuola media, poi studiavo canto da autodidatta. Da piccola passavo molto tempo a casa e cantare era il mio modo di “evadere”. Così famiglia e amici mi hanno sempre incoraggiato a superare la mia timidezza e ad esibirmi in pubblico. A 15 anni ho iniziato a partecipare a concorsi canori e ad ottenere i primi successi, poi il primo album autoprodotto di cover…”.

La musica 4 anni fa le ha portato anche l’amore e ora indossa un abito bianco.

“Quattro anni fa, via Facebook, a Iulian, mio marito, è arrivato un mio video. Con quel link è entrato nel mio canale Youtube e ha potuto ascoltarmi; poi attraverso la chat mi ha inviato i complimenti e da lì è iniziata la nostra conoscenza. Lui dice sempre che è rimasto colpito dalla mia voce angelica. Poi si è trasferito a Loano: da subito abbiamo deciso di sposarci ma anche per la mia malattia e per problemi economici organizzare il matrimonio non è stato facile. Un anno fa, intanto, ho lasciato casa dei miei per andare a vivere insieme, traslocando con tutte le mie attrezzature; lui ha dovuto imparare a prendersi cura di me e abbiamo capito di essere pronti per il grande passo”.

E la sua voce allieta anche le sue nozze.

“Sì, certamente. La nostra canzone è “L’abitudine” di Bocelli, ma nel mio repertorio ci sono anche “E’ la mia vita” di Al Bano, il brano con il quale Iulian mi ha conosciuto, Anna Oxa, che lui adora, con “Quando nasce un amore” e “Donna con te”, Elisa e Laura Pausini, la mia artista preferita”.

Ha già raggiungo il traguardo di un disco suo, poi quello delle nozze. Qual è il prossimo?

“Vorrei che il nuovo farmaco contro la Sma in sperimentazione qui in Italia sui bambini potesse essere quanto prima somministrato a tutti”.

Con la sua vita, che messaggio vuole dare alle ragazze e ai ragazzi malati di Sma, come lei?

“Innanzitutto, non abbattetevi. Anche se la nostra è una malattia degenerativa, coltivate amore in qualsiasi forma, con i genitori, in coppia. Aspirate alla maternità e alla paternità. Aggrapparsi all’amore è la migliore medicina”.

C’è anche un messaggio finale per le istituzioni? 

“Da parte delle istituzioni dovremmo trovare più sensibilità. Noi malati, ancora oggi, dobbiamo rinunciare a tante cose, anche per colpa delle barriere architettoniche. E anche per via della mancanza di risorse economiche. Malati come noi avrebbero bisogno sì di uno stipendio per vivere, perché anche noi amiamo andare al cinema, a fare shopping ecc. ecc., ma abbiamo bisogno anche di risorse in più per l’assistenza che ci occorre”.

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