Fotografo eroe in Turchia: scopre che la sposa ha 15 anni e impedisce il matrimonio – di Annalisa Teggi

Il dramma delle spose bambine: in Turchia 12 milioni di figlie vengono date in spose prima dei 18 anni. Ma c’è qualche coraggiosa voce fuori dal coro

Ha notato che la sposa era molto giovane e tremava di paura, allora si è avventato sul marito e gli ha rotto il naso.

Cronaca di un matrimonio che non s’aveva da fare nella provincia di Malatya in Turchia. Ne è stato protagonista il fotografo a cui era stato commissionato il reportage del matrimonio e che, invece, lo ha boicottato.

Così Onur Albayrak – questo il nome del wedding reporter – è diventato un eroe nel suo paese, perché ci sono casi un cui un atto di violenza può essere perdonato, anzi elogiato.

La piccola promessa sposa aveva solo 15 anni ed è solo una delle tantissime bambine che vanno incontro a un triste destino nella penisola anatolica, e non solo. Onur ha raccontato l’episodio, fiero di essersi opposto all’evento:

Lo sposo era venuto nel mio studio da solo alcune settimane prima. Ho visto la sposa per la prima volta alla cerimonia, era una bambina. Intuivo la sua paura perché tremava, lo sposo mi ha aggredito quando ho scelto di andarmene (da Daily News)

In seguito, ha commentato l’episodio sulla sua pagina Facebook scrivendo: “Una sposa bambina è abusare di una bambina“. Niente di più vero, ma quello che può sembrare lapalissiano ai nostri occhi non lo è in alcune zone del mondo.

La battaglia contro i matrimoni che coinvolgono minori, e addirittura bambini, è ben lontana del vedere un epilogo felice. Andando a squadernare la situazione della sola Turchia si fa i conti con un panorama desolante e complesso.

Le spose bambine: i dati di un fenomeno drammaticamente diffuso
I dati su questa orribile pratica sono allarmanti:

In base ai dati dell’UNICEF, la Turchia è uno dei paesi con il tasso più alto di matrimoni che vedono coinvolti bambini in Europa. Si stima che l’ 1% delle ragazze turche si sposi prima dei 15 anni e il 15% è già sposata a 18.

Sebbene sia un fenomeno in decrescita, ancora 12 milioni di ragazze vengono date in spose prima dei 18 anni con conseguenze devastanti per la loro salute ed educazione; le Nazioni Unite contano di abolire definitivamente questa pratica entro il 2030. (da Reuters).

L’opinione pubblica si mobilita ma le radici da estirpare sono profonde
Nel 2016 un altro caso aveva scosso l’opinione pubblica: una ragazza di soli 14 anni era morta in seguito ad un’emorragia post parto, dovuta proprio alla sua tenera età.

Un gruppo di parrucchiere si mobilitò dichiarando di non offrire i propri servizi per spose al di sotto dei 18 anni, una bella campagna fai-da-te per sollecitare l’opinione pubblica sul dramma silenzioso che si consuma tuttora e non solo in questa parte del mondo.

Nell’ottobre 2017 è arrivata un’ulteriore notizia inquietante: il Parlamento di Ankara ha approvato una norma che rende legalmente validi i matrimoni celebrati dai muftì, gli esperti di legge islamica, secondo cui un matrimonio può essere celebrato non appena la sposa ha raggiunto la pubertà.

Risulterebbero così consentito un vincolo con una bambina di addirittura 9 anni. (fonte: Il Sole 24 ore). A fronte di ciò, è auspicabile un impegno capillare e pervasivo per incidere nell’educazione del popolo, con una proposta di umanità fondata sull’accudimento dei figli, sul valore dell’educazione e sulla dignità della persona.

Non è un caso che, proprio in Turchia, la minoranza cristiana sia perseguitata con accanimento; lo sguardo dei musulmani sui cristiani è diffidente, come faceva notare il vicario apostolico Pierre Dubois:

Noi cattolici siamo per i musulmani ‘misteriosi’. Hanno l’impressione che abbiamo un mistero che non vogliamo svelare. Abbiamo ancora molte risposte da dare.

Ad esempio, ci chiedono: ‘Perché avete le scuole? Chi le mantiene? E’ per guadagnare? Se non è per guadagnare è per fare propaganda religiosa’ (da Settimana News).

No, per il cristiano la scuola è proprio la porta della libertà; è occasione perché il fiorire di una persona accada nel pieno della sua coscienza e dei suoi desideri.

La Turchia fa i durissimi conti con un retaggio ancestrale, difficile da scardinare. Perciò, riguardo alle spose bambine, non si può semplicemente accusare i genitori che acconsentono, o costringono le loro figlie a sposarsi così presto.

Occorre far sentire la voce di una cultura educativa differente, che sciolga le remore, i silenzi conniventi, la tacita sequela di tradizioni sbagliate ma consolidate.

Anche i maschi? Sì, esistono gli sposi bambini. E il problema riguarda anche i maschi: esistono sposi bambini, non meno vittime di questo dramma. Ne documentò l’esistenza Muhammet Beyazdağ con un film del 2013 intitolato Bambino e svelò il retroscena tristemente pragmatico di questa usanza:

“Quando le figlie femmine si sposano, la madre resta sola a casa. Allora si costringe il figlio maschio a sposarsi per portare a casa una ragazza che aiuti la madre nelle faccende domestiche. Lasciano la scuola e piangono la loro infanzia perduta”. (Da Daily Sabah)

In questo panorama umano così lesivo della dignità dei più piccoli, il caso del fotografo Onur Albayrak ha il merito di aver riportato gli occhi della stampa internazionale sul tema: la notizia sta facendo il giro del mondo, incoraggiando molti altri connazionali a non tollerare lo status quo sociale. Fonte: Aleteia

via Informare per Resistere