Il parto indolore è un sogno per tutte le donne che preferiscono ricordare solo i momenti più piacevoli di questo importante periodo della vita femminile. In passato già si sapeva che la soluzione fosse un’anestesia ma era la sostanza da usare ad essere ignota. Nell’800 si faceva ricorso al cloroformio, ma la dose necessaria per l’effetto anestetico superava quella che potenzialmente poteva innescare un arresto cardiaco, per questo fu presto abbandonato. Nei primi anni del ‘900 la puntura epidurale era ancora sconosciuta e per un parto indolore c’era il Metodo di Friburgo: una tecnica dapprima acclamata come rivoluzionaria e poi messa al bando per i suoi terribili effetti sulle madri e sui feti. Ecco che cosa provocava…

via Curioctopus

Una delle prime donne ad essersi sottopostaa al Metodo di Friburgo si chiamava Charlotte Camody.

mmagine: Painless Childbirth/Public domain

La donna partì dagli Stati Uniti alla volta della Germania per poter partorire senza dolori. Venne ricoverata in una clinica di Friburgo in attesa del travaglio: alla comparsa dei primi dolori i medici le somministrarono alcuni farmaci. In una testimonianza Charlotte dice di non ricordare altro dopo quel momento. Si risvegliò confusa e con una strana sensazione indosso: si sentiva leggera e senza difficoltà riuscì a mettersi seduta sul letto dell’ospedale. Prima ancora di capire cosa le era accaduto, arrivò un’infermiera con il suo bambino, almeno questo era quello che le veniva detto.

In foto: una bambina nata con il metodo di Friburgo. 

Il Metodo di Friburgo consisteva nella somministrazione di un mix di morfina e scopolamina che provocavano alla donna uno stato di veglia sonnolenta.

immagine: Painless Childbirth/Public domain

A metà tra lo stato cosciente e quello dell’incoscienza, la donna alla fine non ricordava nulla del parto, né degli avvenimenti né del dolore provato dal suo stesso corpo.

Ma prima di scoprire gli effetti nocivi di questa tecnica è preceduto un momento di enfasi negli ambienti scientifici: secondo molti era iniziata una nuova era determinata dalla scoperta di una sostanza anestetica efficace e senza dannosi effetti collaterali. 

La stessa Charlotte Camody venne intervistata da un’associazione statunitense che si batteva per rendere il Metodo di Friburgo disponibile anche per le donne d’Oltreoceano.

In foto: una bambina nata con il metodo di Friburgo. 

La realtà era purtroppo diversa da quella creduta dai medici e sperata dalle donne partorienti.

immagine: Scopolamin-morphine anesthetia/Public domain

Le complicazioni riguardavano soprattutto la sfera emotiva: la madre rimuoveva completamente gli istanti del parto e non riconosceva come proprio il figlio che le veniva portato al suo risveglio. Nei casi più gravi seguiva una depressione profonda che rendeva necessario l’allontanamento del minore.

L’altro aspetto negativo erano gli effetti sul feto: i farmaci avevano un’azione depressiva sul sistema nervoso centrale, ovvero rallentavano le funzioni cerebrali di reazione e di risposta. Il bambino riportava ritardi mentale e importanti difficoltà respiratorie.

In foto: il letto su cui venivano addormentate le pazienti. 

Il problema principale era che il Metodo non rimuoveva il dolore bensì il ricordo di esso.

immagine: The Truth About Twilight Birth/Public domain

Questo vuol dire che le donne sperimentavano dolori, intensi e lancinanti, ma il farmaco impediva loro di ricordare. I medici e le ostetriche assistevano a scene orribili di donne completamente fuori di senno: si racconta che una clinica rischiò di chiudere a causa delle continue lamentele del vicinato per gli schiamazzi durante i parti.

In alcuni casi la rimozione della memoria non era totale il dolore sperimentato diventava un incubo, vissuto in una condizione di coscienza alterata.

In foto: la prima bambina Americana nata con il Metodo di Friburgo. 

Il Metodo di Friburgo è anche noto come Sonno Crepuscolare. Fu messo a punto dal dottor Carl Gauss nel 1903.

immagine: Scopolamin-morphine anesthetia/Public domain

Nel 1931 il medico italiano Mario Dogliotti presentò l’anestesia epidurale, che contribuì ad accantonare la tecnica precedente. Fu anche lo scoppio della Prima Guerra Mondiale a bandire il Metodo mettendo in cattiva luce qualsiasi invenzione e prodotto di matrice tedesca.

In foto: una partoriente in attesa di ricevere i farmaci anestetici. 

L’anestesia epidurale è oggi la tecnica anestetica più efficace e meno tossica: nonostante la sua bassissima percentuale di complicazioni non è utilizzata da molti istituti ospedalieri a causa del suo elevato costo.

immagine: Scopolamin-morphine anesthetia/Public domain

In foto: una paziente pronta per partorire (notare la veste simile ad una camicia di forza).