Giada, la “bimba piuma” che non riusciva ad aumentare di peso, è morta a 12 anni. La bilancia segnava solo 7 chili. Fatale è stata una polimonite, ma sin dalla nascita Giada Perini è stata costretta a lottare con una grave forma di tetraparesi spastica, la microcefalia, e con l’epilessia. Tutta Chioggia, dove la piccola viveva, si è stretta attorno ai genitori: “È da quando aveva tre mesi che ci preparavamo al peggio, ma contro un dolore del genere non ci si può attrezzare”.

“Circa dieci giorni fa – racconta la mamma a Il Corriere del Veneto – Giada aveva preso l’influenza e la polmonite. La mia bimba non respirava, era diventata tutta blu, l’avevano attaccata ai macchinari. Poi la sorpresa: pensavamo che si fosse ripresa, a dispetto di tutte le previsioni, e il primario ci aveva permesso di riaverla a casa, ma poi ci ha sorpreso ancora una volta: martedì aveva smesso di respirare”.

“L’unica cosa che ci consola – dice – è che ora Giada ha smesso di soffrire: tre settimane al mese era malata, fra aspiratore e complicazioni per lei era una sofferenza, piangeva per ore”. Ma il dolore è immenso. “Di lei ora mi manca tutto: vivevamo sempre insieme, dal risveglio alla sera”, aggiunge.

Per la piccola Giada si era mobilitato anche il mondo dello sport. Da anni, per dare un supporto morale ed anche economico a lei e alla famiglia, veniva organizzata una partita di beneficenza con gli Ultras Union Cs, la Clodiense Chioggiasottomarina e le rappresentative di vari club della città. Ora si pensa a un memorial per la “bimba piuma”.

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