Quante cose disgustose facciamo tutti i giorni e non abbiamo il coraggio di ammettere di farle? Continuate a leggere e vedete di cosa si tratta.

1. Flatulenza (comunemente conosciuta come scorreggia o peto)


Andiamo a farci un giro su wikipedia possiamo leggere che l’essere umano rilascia mediamente da 0,5 a 1,5 litri di gas al giorno, vale a dire circa dalle 11-25 flatulenze. Nella maggior parte dei casi tutti questi peti non vengono rilasciati solo quando siamo in bagno, anzi, spesso vengono rilasciati dappertutto ad esempio dinanzi un cliente, dinanzi al nostro partner, durante una riunione, in aereo, in autobus, in auto, proprio dappertutto.
Sarà capitato a tutti, di girarsi alle spalle, non vedere nessuno e rilasciarne una e finalmente liberi.

2. Dita nel naso


Quante volte è capitato di stare fermi al semaforo e di scaccolarci? O di guardare l’auto di fianco alla nostra con il conducente che infila il suo indice nella narice? Tutti lo facciamo in continuazione ma perché? Sembra che questo gesto sia dovuto al fatto che le dita sono lì sempre a disposizione e che sanno pulire molto meglio in grado di arrivare più in profondità.

3. Non lavare le mani dopo aver usato il bagno


Una delle regole igieniche che non devono mai mancare è lavarsi le mani ogni volta che si va in bagno. Purtroppo non tutti hanno questa abitudine. Infatti secondo uno studio fatto nelle università e negli autogrill solo il 30% degli uomini e il 70% delle donne si lava le mani dopo essere stati al bagno (ricordiamo che gli uomini in bagno fanno anche altre cose che non stiamo qui a dire).

4. Annusare piedi e ascelle


Molto spesso ci capita di annusare piedi e ascelle per controllare di non puzzare. Questo gesto lo fanno soprattutto le donne che sono più ossessionate a essere pulite e profumate. Annusarsi i piedi è meno diffuso, ma è un gesto che facciamo da piccoli, poi crescendo purtroppo non riusciamo più ad allungarci verso i piedi.

5. Sporcare o rompere un capo d’abbigliamento nel camerino


A chi non è mai capitato di rompere un capo d’abbigliamento in un camerino? Non lo ammetterete mai, o almeno non lo farete dinanzi alla commessa. Senza parlare poi del make-up sui capi o dei bottoni saltati. Posiamo l’indumento come se nulla fosse o ancor peggio lo lasciamo in camerino.

6. Doccia e mutande


Facciamo la doccia tutti i giorni, mattina e sera, ma in realtà lavarsi più volte durante la giornata non è la migliore delle idee. In estate è ammesso perché si suda molto di più, ma in inverno si può fare a meno di fare la doccia tutti i giorni. Poi a chi non sarà capitato almeno una volta di trascorrere l’intera giornata in pigiama, senza lavarsi la faccia, i denti e senza cambiarsi le mutande per più di 24 ore? E’ bene lavarsi e cambiarsi le mutande almeno una volta al giorno.

7. Farsela addosso


Pipì o pupù che sia, sarà sicuramente capitato a tutti. Una risata con la vescica piena e sicuramente le vostre mutandine saranno bagnate della vostra pipì oppure un improvviso attacco di dissenteria e ops, meglio che non continuiamo.

8. Pensieri inappropriati


A chi non è mai capitato di pensare al proprio capo, o a qualsiasi persona che conosciamo fare delle determinate cose? Ad esempio immaginarlo in canotta che prepara un bel sugo in cucina? Senza parlare poi del suo intimo… Vabbé ci saremo capiti!

9. Dire di sì senza aver capito niente


Molte volte capita che le persone ti parlano e tu o sei distratto o non capisci. Chiedi allora ancora una volta di ripetere, ma ancora niente. Allora annuisci e fai finta di niente. Lo stesso capita sui social network come facebook, twitter ma anche su whatsapp o attraverso i messaggi, leggi e rileggi ma niente, non capisci e allora rispondi con una semplice emoction.

10. Telefono


Grazie ai telefoni, smartphone e quant’altro siamo sempre reperibili. Ma a chi non è mai capitato di ricevere una telefonata indesiderata e di impostare il silenzioso per non rispondere. Qualche anno fa invece eravamo costretti a rispondere e a far finta di niente ripetendo a scatti: Pronto.. pronto.. Chi parla?.. Non si sente… e poi spegnevamo il telefono.