La vita di chi decide di lasciare il proprio paese per cercare una vita migliore non è sempre piena di sorrisi e momenti di gioia. La maggior parte del tempo, la vita del migrante e difficile e, invece, sentimenti di angoscia, dolore per chi manca, solitudine e tristezza invadono il proprio cuore. Tuttavia, ci sono altre ricompense che si prendono in considerazione e che, alla fine, fanno sì che tutto ne valga la pena.

A tutti quei politici e non che si sono permessi di dare a noi ragazzi italiani dei “bamboccioni” o a quelli che si sono permessi di dire che quei ragazzi che vanno all’estero non sono da considerare italiani, ecco ,a voi mostro questa foto.

Così comincia il post Facebook di Carlotta Ballarini, 28 anni, una ragazza che ha deciso di lasciare l’Italia a 24 anni per cercare migliori condizioni di vita e che, nonostante le difficoltà, oggi ha raggiunto il traguardo. Lei ha studiato all’università per essere infermiera ma, secondo lei, l’Italia è diventato un paese in cui le opzioni per i giovani e per gli adulti professionali sono davvero poche, specialmente considerando il modo in cui vivono i più vecchi: “basti pensare ad alcuni anziani, -ha detto la Ballarini in un’intervista a Huffington Post– che sono costretti a sopravvivere con 400 euro al mese”.

Car Lotta / Facebook

La motivazione per dire addio a tutto ciò che quella ragazza di 24 anni conosceva riguarda il fatto di trovare in un altro posto uno stile di vita migliore, dove lo sforzo fatto ogni giorno e la vita stessa siano apprezzati. Lei ha preso la decisione di andare verso la Germania, dove potrebbe trovare un po’ di indipendenza ed un lavoro in cui lo stipendio le permettesse di vivere una vita come si deve. Prima di partire, Carlotta ha provato di tutto in Italia: ha inviato curriculum, ha fatto concorsi e ha lavorato in quattro posti diversi. Lei viveva ancora insieme ai genitori quando ha deciso di provare qualcosa di nuovo. Ma il fatto di lasciare tutto indietro non significa che non si ami il proprio paese, la propria cosa. Ogni giorno Carlotta ricorda la famiglia, il cibo, le strade che ha percorso da piccola, la casa, gli amici e, soprattutto, la lingua.

Quando è arrivata in Germania la prima cosa che ha dovuto imparare è stato il tedesco. Quindi, per poter andare avanti, ha cominciato a lavorare. Ha pulito camere a Berlino in un ostello dove si è persino presa delle pulci. Nel frattempo, Carlotta studiava il tedesco. Poi ha lavorato anche in una casa di riposo e finalmente ha raggiunto il livello B2, che serviva per essere assunta in ospedale. Poco dopo, ha cominciato a lavorare in gastroenterologia e poi in cardiologia.

Tutti quei grandi signori che si permettono di dire certe cose sui ragazzi italiani che vanno all’estero a cercare un futuro migliore -continua Carlotta nel post- devono chiudere la bocca”. La 28enne ha un contratto a tempo indeterminato e il suo stile di vita è migliorato. Secondo lei  “la vita che conduci e lo stipendio che ricevi sono equiparati”.

Per nessuna persona è facile prendere la decisione di lasciare un paese, tuttavia, sono tantissimi le persone intorno al mondo che hanno salutato la famiglia ed un pezzo della propria storia per diversi motivi, siano sociali o politici che personali. Il fatto che abbiano lasciato tutto indietro non significa che non ci sia amore di mezzo e, in molti casi, è l’autostima, la dignità e l’amore proprio quello che li spinge a prendere decisioni difficili. Dovremmo conoscere ogni storia prima di giudicare e fare dei brutti commenti e, invece, riconoscere il coraggio e la forza di volontà di queste persone.

Fonte: Car Lotta / Facebook

via Fabiosa