Il 25 novembre a Knoxville, in Tennessee (Usa), è venuta al mondo la piccola Emma, una bambina nata da un embrione umano congelato 25 anni fa.

La bimba ha dunque il primato di essere la persona nata dal gamete più longevo della storia. La mamma “adottiva”, Tina Gibson, è nata appena un anno e mezzo dopo quel 14 ottobre 1992 in cui l’embrione di Emma si formò. “Avremmo potuto essere due amiche io e lei”, ha commentato la giovane mamma.

Benjamin, il marito di Tina, è affetto dalla fibrosi cistica, una condizione che porta spesso all’infertilità. Per questo motivo, su suggerimento del padre di lei, la coppia si è rivolta al National Embryo Donation Centre (Nedc), con sede proprio nel Tennessee.

Benjamin, il marito di Tina, è affetto dalla fibrosi cistica, una condizione che porta spesso all’infertilità. Per questo motivo, su suggerimento del padre di lei, la coppia si è rivolta al National Embryo Donation Centre (Nedc), con sede proprio nel Tennessee. A quel punto Tina ha affrontato gli esami medici di routine e ha superato un esame della propria vita domestica da parte dell’organizzazione che ha provveduto alle pratiche per l’adozione.

La storia di Emma inizia molto prima che i Gibson la “adottassero” insieme ad altri due embrioni, provenienti dalla stessa donatrice di ovociti. Creati con la fecondazione in vitro da un’altra coppia anonima, gli embrioni erano stati lasciati in deposito in modo che potessero essere usati da qualcuno non disposto a concepire un bambino in modo naturale. Si tratta dei cosiddetti “snowbabies” che resistono in sospensioni ghiacciate.

A marzo sono iniziate le procedure per l’impianto. Prima di scegliere l’embrione giusto, Tina e Benjamin hanno vagliato circa 300 profili, selezionando i candidati in base alle proprie caratteristiche fisiche, come peso e altezza. Poi hanno preso in considerazione la storia clinica dei donatori. Al momento del trasferimento, il medico che ha curato l’impianto ha annunciato loro il “record di età” del loro embrione.

Il primato precedente riguardava un embrione rimasto congelato per 20 anni, impiantato nel 2011. “Volevo solo un bambino, poco importa che fosse un record mondiale o meno”, ha raccontato Tina. Nonostante siano stati impiantati tre ovuli, solo uno ha attecchito. Le possibilità di successo di questi impianti si aggira tra il 25% e il 30%.

Il travaglio, iniziato durante il giorno del Ringraziamento, è durato 20 ore al termine del quale è nata la bambina. Come dichiarato dalla giovane mamma alla Wbir, “la gente dice ‘Oh, è la scienza’, ma io penso che sia un dono del Signore”.

Secondo l’Embryo Adoption Awareness Centre, il numero di nascite che negli Usa stanno avvenendo con questa modalità, cioè da embrioni crioconservati donati dalle coppie che non li utilizzano dopo cicli di fecondazione assistita, aumenta del 25% ogni anno. Solo presso la struttura americana sono nati 700 bimbi da embrioni congelati.

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