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Vivere a contatto con la natura è un toccasana per la mente e il corpo. Lo conferma la scienza

Abbiamo bisogno di trascorrere più tempo a contatto con la natura per allontanarci dal grigiore, dallo smog delle città e dalla frenesia. A volte, è sufficiente prendere una boccata d’ossigeno per ripartire alla grande.

Basta una passeggiata, una giornata di trekking, un giro in mountain bike o un semplice picnic al parco. Pianificare un weekend diverso, lontano da casa e dal pc, può darci lo slancio giusto per affrontare una nuova settimana.

La natura è un toccasana, ci dona calma e ci fa sentire decisamente più energici, vediamo cosa ne pensa la scienza. Nelle ultime settimane, sono emersi quattro nuovi studi che aggiungono validità a tutto ciò: la natura rende il cervello più forte e lenisce la psiche.

Ad esempio, uno studio dimostra come il cervello delle persone anziane che vivono vicino alla foresta sia più reattivo di chi vive in città, un altro mostra gli effetti positivi che un semplice parco condominiale ha sui bambini; un terzo che anche l’incontro con un fiore o con un animale selvatico può cambiare l’umore.

Infine, il quarto studio conclude che ci sono dei luoghi come le aree rurali e quelle costiere che rendono le persone più felici di altre che vivono in città. Niente di strano, potremmo dire perché la forza di Madre Natura è risaputa.

Ma allora perché molto spesso non ci prendiamo cura del nostro ambiente e lo deturpiamo e mortifichiamo a favore di un’urbanizzazione selvaggia?

“L’esposizione alla natura aumenta il benessere sociale delle persone, eppure oggi stiamo diventando sempre più sconnessi da essa che ci circonda”, dice Holli-Anne Passmore, studentessa di dottorato in psicologia presso l’Università della British Columbia nel campus di Okanagan e autrice di uno studio pubblicato sul Journal of Positive Psychology.

Le quattro ricerche

Vediamo nel dettaglio cosa hanno rivelato le ricerche. Gli scienziati dell’ Istituto Max Planck per lo Sviluppo Umano hanno scoperto che gli abitanti anziani che vivono a pochi chilometri dalle foreste hanno livelli di stress minimi. In pratica, la natura contribuisce a tenere il cervello più plastico e ciò influisce molto sull’allontanamento di malattie legate alla senilità. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

In Spagna, i ricercatori hanno studiato il comportamento di 1500 bambini di due città. Hanno così scoperto che quelli le cui case erano circondate da cespugli verdi, alberi e fiori, avevano ottenuto punteggi più alti su due diversi test di attenzione cognitiva rispetto a quelli che vivevano in case che non avevano vegetazione intorno loro.

“Un maggiore contatto con il verde è associato a un miglioramento dello sviluppo cerebrale nei bambini che influisce sulla qualità e la durata della vita”, spiega Payam Dadvand, primo autore dello studio, apparso sulla rivista Environment Health Perspectives.

Il terzo studio pubblicato sulla rivista Environment and Behaviour, ha chiesto ai partecipanti della ricerca di raccontare le loro escursioni e la loro vita quotidiana. E’ emerso così maggior relax e meno stress nei soggetti che vivono nelle aree rurali o nelle zone costiere.

“Abbiamo scoperto che il nostro benessere mentale e il legame emotivo con la natura possono differire, a seconda del tipo e della qualità di un ambiente che visitiamo”, ha detto Kayleigh Wyles, autore principale dello studio.

 

L’ultima ricerca, quella di Passmore ha dimostrato, infine, che vivere a contatto con la natura, anche se per poche ore la settimana, porta benefici, al corpo, alla mente e allo spirito perchè aiuta a socializzare e ad uscire dall’individualismo.

Dominella Trunfio – GreenMe

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