A presentare il progetto che unisce sport e reinserimento sociale sono stati Alex Zanardi e i vertici dell’Inail.

Il prototipo con posizione inginocchiata è adattabile alle necessità di atleti diversi. Il sedile infatti verrà adattato alle caratteristiche antropometriche di chi lo occupa.

Se il paraciclismo praticato in assetto sdraiato da persone affette da para e tetraplegia, infatti, è ormai un’attività consolidata, non lo è l’utilizzo di handbike da parte di chi ha subito un’amputazione, una novità recente in Italia trainata soprattutto dall’esempio e dai risultati ottenuti da Alex Zanardi.

Nato dalla collaborazione tra il Centro Protesi di Vigorso di Budrio e il campione paralimpico, con la sua società sportiva “Obiettivo 3”, il progetto “Handbike Kneeler”prevede, lo sviluppo dell’handbike a partire da un prototipo completamente regolabile e quindi adattabile alle necessità di atleti per statura, taglia o disabilità.

È stata proprio l’esperienza in prima persona vissuta dallo sportivo in quest’ambito ad averlo spunto a mettere a frutto queste conoscenze per la realizzazione di una handbike con accorgimenti particolari, in grado di soddisfare alcuni importanti requisiti: design specifico per l’amputato in posizione cosiddetta “seduta” o “inginocchiata”, adattabilità del sedile-schienale alle caratteristiche antropometriche della persona amputata grazie a gusci riempibili (tecnica additiva), personalizzabile alle varie posture previste per lo svolgimento del gesto sportivo, leggerezza e utilizzabilità anche da parte di altri utenti, cambiando il sedile.

Il primo a sperimentare il prototipo sarà proprio Zanardi, che farà anche da tutor per i tecnici del Centro Protesi e da testimonial di questa nuova disciplina per gli assistiti amputati.

“Sul mercato non esiste un mezzo così. Il mio percorso riabilitativo è iniziato a Budrio e qui ho lasciato tanti amici – ha detto il campione paralimpico – Insieme a loro abbiamo sviluppato un progetto per diffondere il paraciclismo in modo più ampio, perché tante persone lo praticano con l’handbike in posizione sdraiata pur avendo le capacità per farlo in modo diverso, ovvero come faccio io, in posizione inginocchiata. Sul mercato, però, non esiste un mezzo per rispondere a queste esigenze”.

Una bellissima iniziativa che permetterà a chi ha subito un’amputazione di tornare a fare sport.

Francesca Mancuso – GreenMe